Hakuna Matata
24 settembre, finalmente, dopo 8 anni babbo Ale e mamma Sabri si sposano. Anzi forse per la precisione come dice Elisabetta, lo “sposamento” è stato un triangolo: Elisabetta si è sposata con noi. Bando alle ciance visto che il matrimonio meriterebbe un articolo a parte, abbiamo deciso di chiedere come regalo di nozze, soldi.
Come siete venali! Certo, ma con quelli saremmo partiti per il nostro viaggio di nozze. Dopo aver vagliato varie possibilità, aver eliminato la nostra prima scelta (Cuba ) per via della Dongue (e non solo), dopo aver scartato la Florida visto il passaggio del tornado… abbiamo ripiegato, con mia immensa gioia, sull’Africa. Divisione del viaggio in due tappe: Watamu (Kenya) e Jambiani ( Zanzibar).
Prima cosa da fare, visti i possibili tempi lunghi, i passaporti, che arrivano tutto sommato in fretta (ho prenotato online l’appuntamento, ho scaricato tutti i documenti e ci siamo presentati con le foto tessere in questura, a Sassari)
Recupero dal cappello magico una vecchia conoscenza che ricordavo si fosse trasferita a Watamu a vivere, Pola da Verona che mi da alcune dritte e mi propone il suo b&b (poi ve ne parlerò).
Prenotiamo il volo da Roma a Mombasa, con scalo a Addis Abeba. Volo interno dopo una settimana verso Zanzibar con scalo a Nairobi. E rientro sempre su Roma.
Il tutto con Cheope viaggi di Torino
(phone +390118210184)
Il volo da Roma ad Addis Abeba dura circa 6 ore (in Kenya sono avanti di due ore) ed essendo in notturna, per lo più dormiamo. Elisabetta è stata bravissima, ha disegnato, ha giocato e poi ovviamente ha guardato un cartone sul tablet. Circa tre ore di sosta in aeroporto e si riparte. Stessa compagnia (Ethiopians Airlines) quindi non dobbiamo preoccuparci delle valigie che arriveranno direttamente a destinazione.
Se posso un piccolo consiglio per chi non è avvezzo a viaggiare, se non siete soli meglio suddividere i vestiti nelle varie valigie e pensare a un cambio nel bagaglio a mano, nell’accidentale sfortuna che un bagaglio andasse perso….
Ma andiamo avanti.
Documenti utili per il Kenya:
https://ears.health.go.ke/airline_registration/
Siamo in periodo post Covid quindi ancora vanno registrate le vaccinazioni. Verrà creato un Qcode che andrà stampato. (Registra le vaccinazioni Covid fatte- ne bastano due). I bambini sotto i 12 anni non devono far più nulla, nemmeno il tampone (ma ovviamente controllate).
https://www.ecitizen.go.ke/
Qui si crea un account e si compra il visto (nostra figlia ha 5 anni, l’abbiamo registrata sul mio visto e non ha pagato). Non preoccupatevi se quando vi arriverà il visto - che stamperete a colori- non ci sarà visibile vostro figlio.
Avendo transitato in Etiopia noi abbiamo dovuto fare anche la febbre gialla. Portatevi dietro il libretto giallo (l’abbiamo fatta tutti e tre).
Un’ulteriore informazione: non abbiamo fatto altre vaccinazioni, solo noi adulti abbiamo preso compresse di Vivotif prima di partire, mentre la piccola ha preso fermenti e ha continuato durante il soggiorno.
Dunque eravamo fermi al discorso biglietti aerei. Tramite Pola abbiamo prenotato il taxi che impiega circa due ore e mezza (70 euro ), poi finalmente arriviamo a Pucci House Watamu
https://instagram.com/puccihousewatamu?igshid=YmMyMTA2M2Y=
Alex, Pola e il piccolo Edoardo sono meravigliosi. L’accoglienza superlativa. Siamo in fondo in viaggio di nozze, nonostante la bimba al seguito, se ne ricordano e in camera troviamo una bottiglia di prosecco con due Flûte, fiori colorati, rose rosse e due kikoi rossi arrotolati in regalo per noi (i parei tipici che usano gli uomini).
Abbiamo optato per la formula b&b , con una colazione superlativa (frutta fresca, yogurt, caffè della moka, dolci fatti in casa, uova strapazzate, latte..). La camera è accogliente, il materasso meraviglioso. È una Villa privata su due piani con un giardino meraviglioso. La famiglia vive sotto e al piano di sopra tre stanze confortevoli in stile Keniota. I loro quotidiani consigli, un telefono a nostra completa disposizione per prenotare un tuk-tuk o per chiamarli per qualsiasi consiglio, sono solo la ciliegina sulla torta.
Se vi va poi di farvi coccolare, in giardino Pola si è ritagliata il suo magico spazio per la spa. Le sue mani sono strepitose, infonde un senso di relax solo mettendovi piede dentro. Prezzi più che onesti.


Una menzione a parte, forse un diario di bordo a parte, spetterebbe al Safari. Dopo una serie di preventivi abbiamo optato per il più esclusivo. Sapevamo che un’esperienza così poteva anche essere l’unica, quindi abbiamo voluto farla bene. E poi siamo in viaggio di nozze, quindi tutto vale. Si è dimostrato però al di sopra delle nostre aspettative. Dopo un transfert di circa 5 ore in una monovolume tra paesaggi che cambiavano di continuo, colori che riempivano gli occhi, odori e profumi indelebili, arriviamo a Lualeny camp: una sorta di miraggio nella savana
https://instagram.com/lualenyi_camp?igshid=YmMyMTA2M2Y=

Cristina e Davide, gestiscono (se così si può dire) un campo con poche tende, circa una decina di ospiti al massimo. La nostra fortuna è stata determinata dal condividere questa esperienza con un’altra coppia, tra l’altro molto simpatica.
Cucina rigorosamente nostrana, vista la prevalenza di turisti italiani: gnocchi alla sorrentina, ravioli piemontesi, tagliatelle al ragu’. Ho mangiato i migliori Samosa durante il picnic inaspettato nella savana. Aperitivo al rientro dalla perlustrazione intorno al fuoco sorseggiando un ottimo gin tonic e mangiando pizza. Abbiamo bevuto caffè, the e camomilla chiacchierando come vecchi amici, poi tutti a nanna presto accompagnati dal masái. Non voglio svelare oltre per non togliere del tutto la magia.
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| Pic-nic nella Savana |

Papa remo beach gestito da ragazze italiane, dove ci siamo lasciati accompagnare dai numerosi beach boys all scoperta delle seven islands. Una meraviglia dietro l’altra di pesci, granchi, stelle marine, coralli,… preparate i din din perchè vi affascineranno con la storia della farina, della polenta (loro principale sostentamento)… ci sanno fare e se li meritano tutti.
L’ultimo giorno, prima di partire alla volta di Zanzibar, abbiamo fatto una capatina a Safina beach. Un po’ più lontano, un tratto di strada molto sconnesso, ma ne vale la pena. La chiamano Sardegna2, ma noi che dalla Sardegna possiamo dire, senza falsi paternalismi, che il nostro mare vince.
Chiedete a Daniele, il nome in codice del keniota che lo gestisce, un posto anche per il pranzo e mangerete con i piedi in spiaggia. I beach boys qui sono molto insistenti, se vi danno noia diteglielo con tono fermo. Accanto al ristorante c’è anche mastro Geppetto, ovviamente falegname che con le sue mani d'oro crea statuine ricordo di qualsiasi forma.




La giornata al Safina la facciamo terminare alle 15.30, perché il nostro tuc tuc ci deve portare a Short beach dove ci aspetta capitan Peter per il giro in barca tra le mangrovie al tramonto.
E come terminare in bellezza se non con un aperitivo al Lichtahus? Peter ci fa scendere con la barchetta proprio sotto al locale. Ordiniamo qualche birra, un paio di spiedini e il meraviglioso polpo. Alle 19.30 il nostro Abu ci riporta in tuc tuc a “casa”.
https://instagram.com/lichthaus_watamu?igshid=YmMyMTA2M2Y=
Non vi ho citato le cene, lasciandole per ultime. Per prima cosa fidatevi dei vostri figli, a meno che siano proprio difficili da accontentare. Elisabetta ha provato e assaporato dandoci grandi soddisfazioni. La prima sera siamo stati vicino casa - provati dal viaggio e consigliati dai nostri padroni di casa- al Mbuyu.
La seconda sera siamo stati al Libanese, proprio sulla spiaggia vicino a Pucci house, aperto da una sola settimana questo ristorante merita davvero un plauso sia per la bontà dei piatti che per la gentilezza del titolare. Diciamo che è stato un aperitivo prolungato.
E in fine siamo stati “coraggiosi” e abbiamo voluto provare il vero keniotan food allo Swahili café. Il proprietario mastica anche un po’ di italiano essendo stato sposato con una nostra connazionale, fortunatamente da lei ha appreso qualche norma igienica. Abbiamo mangiato benissimo lasciandoci consigliare! Uniche note dolenti: zero alccool (neanche birra) e i samosa non ce li ha fatti perchè aveva bisogno di tempo di preparazione.
Il viaggio procede verso Zanzibar, ma credo sia necessario un diario di bordo a parte. Hakuna matata ♥️
| Bufali, compagni di viaggio |
| Elisabetta, mama Sabry e il grande Masai |


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