ALTRO GIRO, ALTRA CORSA: ALGHERO-FRASCATI-SALERNO IN UN BATTER DI CIGLIA
Si riparte per una nuova avventura, questa volta un po’ più a portata di mano. In occasione del Natale decidiamo di raggiungere le varie famiglie disseminate per l’Italia.
Mia suocera ha ben pensato di trasportare anche del buon pecorino, ovviamente non messo sottovuoto. Pareva brutto. E vuoi non portare anche del pane carasau?
Il rischio che arrivi sotto forma di farina è altissimo. Ma siamo temerari. Non diciamolo a nessuno poi che nel cofano abbiamo, tra un regalo e l’altro, il polpo in agliata. Insomma il meridionale o isolano che si sposta lo si riconosce nell’animo.
E noi orgogliosamente lo siamo.
Che poi uno non ha paura di non trovare cibo. Ha solo la presunzione di pensare che il suo prodotto sia ineguagliabile. Però ragazzi noi ridiamo e scherziamo, ma voi il pane carasau di Corda lo avete mai assaggiato? Credo di no, altrimenti non saremmo qui a parlarne....
Ma questa è un’altra storia…
Tappa fissa nelle nostre “incursioni” romane è il 325 Tor Vergata a Roma
Il tocco magico lo da però quello che ricorda l’albero della vita sotto un cielo stellato.
https://www.instagram.com/pizzerialasmorfia/ ).
Anche quando non hai fame, in una pizzeria napoletana, lo stomaco ti si apre per forza tentato da fritti, frittata di pasta, calzone con scarola, pizza fritta e chi ne ha più ne metta. Un cantore di strada ci suona qualche canzone partenopea e si ferma a scambiare quattro chiacchiere con noi.
In questa zona trascorriamo una sola notte così abbiamo optato per il B&B dei Rota Mercato a Mercato San Severino.
Semplice, un po’ antico, ma pulito e ben organizzato.
(la recensione la puoi leggere qui:
https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g1076280-d20063817-r872905318-B_B_dei_Rota_Mercato_San_Severino_Salerno-Mercato_San_Severino_Province_of_Sal.html).
Una volta arrivati il proprietario telefonicamente ci fornisce di codice per recuperare le chiavi. Sul tavolino in camera dei ticket per la colazione del giorno dopo da consumare in un bar vicino, ma noi siamo nelle mani di parenti campioni d’ospitalità e ci tengono che nulla sia lasciato al caso quindi caffè, cappuccini, paste di ogni genere da Groc a Baronissi.
Lasciamo l’auto in un parcheggio a cielo aperto, ma a pagamento. Presi quindi i biglietti e un piccolo bagaglio a mano con il traghetto arriviamo a Procida (circa 45 euro a tratta per una famiglia composta da due adulti e una bambina di 5 anni).
PROCIDA: L’ISOLA DI TROISI, L’ISOLA DEL CINEMA
Quattro chilometri di perimetro e costeggi tutta l’isola.
Oggi è Santo Stefano, un giorno di festa quindi la maggior parte dei negozi è giustamente chiusa. Passeggiamo per arrivare al nostro albergo: la Vigna, un hotel a quattro stelle.
L’isola non offre molto altro, nella nostra ricerca infatti la decisione finale è ricaduta su questo in quanto gli altri sembravano vere e proprie bettole. Magari non siamo stati abbastanza bravi nel cercare bene, o forse più probabilmente quest’isola deve fare meglio i conti con i servizi turistici.
https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g187787-d655069-r872915353-Albergo_La_Vigna-Procida_Province_of_Naples_Campania.html
Perdersi per le vie di Procida ha un non so che di romantico. Siamo a fine dicembre, ma fa molto caldo e nella piazzetta dedicata a Massimo Troisi a Cicorella -dove hanno girato una scena del noto film “Il postino”- sembra che ci sia quasi un microclima diverso. Al volo prendiamo un mini taxi- una sorta di ape richò - per raggiungere la spiaggia del Postino. C’è poco sole, ci rilassiamo una mezzoretta e rientriamo verso il centro dove mangiamo con estreeeeemaaa calma (e non per nostra scelta) un panino buono, ma senza lode, nell’unico bar aperto.
(Ecco la mia recensione su tripadvisor:
https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g187787-d3340707-r872916598-Il_Gazebo-Procida_Province_of_Naples_Campania.html)
NAPOLI NON E’ UNA CITTA’, E’ UN MONDO
Girovaghiamo per i quartieri spagnoli mentre affiorano nella mente le immagini di Gomorra sperando di non rivivere nessun episodio. Ci fermiamo finalmente verso le 14.30 nell’Antica pizzeria Port’Alba con la scusa che nostra figlia è letteralmente stanca di camminare, ma una sosta la facciamo volentieri. Personalmente mi aspettavo un pizza sublime e sono rimasta leggermente delusa. Ma non è l’opinione di un unico commensale a decretare la bontà del locale.
(la mia recensione:
Un'altra avventura e altri km ci aspettano.


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